Circa due settimane fa Facebook ha accusato uno dei più lunghi downtime di sempre ed oggi ci risiamo, ma non solo; qualche giorno fa anche Foursquare, il social game geolocalizzato più in voga del momento, ha dovuto fare i conti con un downtime di ben 11 ore. Se poi volessimo parlare di Twitter, la situazione non sarebbe sicuramente delle più rosee vista la quantità di volte in cui il noto social network è stato irraggiungibile.

Parliamo di servizi utilizzati ogni giorno da milioni di persone, strumenti che vengono utilizzati per fare business, startup come Foursquare che in pochi mesi vengono valutate 100 milioni di dollari.
Com’è possibile che patiscano tutti questi down? Non sto muovendo una critica, ma mi chiedo e chiedo a chi mi legge dove sta il problema. Il punto debole dell’anello risiede negli scarsi investimenti a livello di infrastrutture o nella rapidità con cui questi social networks fagocitano utenze che non sono poi in grado di gestire?
Personalmente opterei per un’ipotesi di mezzo che le racchiude entrambe. Penso sia sempre più diffusa l’abitudine di lanciare servizi basati sulla logica sociale che in pochi mesi hanno un successo inaspettato, ma senza occuparsi prima di analisi di fattibilità che dovrebbero andare di pari passo con la crescita del numero di utenze da gestire; è un po’ come dire: “ci provo, se va bene e il mio servizio avrà successo, mi occuperò in un secondo momento di tutti i problemi che salteranno fuori”.
Ora, non so se questo sia il caso dei sopra citati social, ma un qualche dubbio mi viene. Voi cosa ne pensate?