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Prendendo spunto da un post di Fabio, cerco anche io di fare un po’ il punto della situazione su di me, su quello che ho fatto nel 2012 e su quello che ho intenzione di fare nel 2013.

Forse alcuni di voi si saranno accorti che è dal 21 Dicembre (data di lancio ufficiale di wpXtreme) che sono un po’ inattivo, poco social, poco digitale; durante queste feste, non ho praticamente messo mano alla tastiera. Se devo essere sincero (e me ne scuso), non ho neanche avuto la forza di prendere in mano il cellulare per mandare come faccio di solito gli auguri di buon Natale o di buon anno. Dal punto di vista strategico, non è sicuramente il massimo lanciare la propria startup e sparire per 10 giorni, ma per una volta (e credetemi è stata una decisione non facile), ho dovuto guardare le cose da un punto di vista umano.

Il 2012 è stato un anno davvero molto faticoso. Faticoso fisicamente, ma in particolar modo faticoso sul piano mentale.

Non sto a parlare delle fatiche personali di quest’anno, ma mi limito a quelle lavorative: lanciare una startup come la nostra, mentre si ha un’azienda da gestire (Saidmade) è un po’ una pazzia, ma fortunatamente ce l’abbiamo fatta. In primis quindi vorrei ringraziare Matteo, Giovambattista, Stefano e Giulio per avere dato il massimo e per aver creduto nelle mie sensazioni, ma anche nei miei tanti cambi di direzione; so che non è facile starmi dietro, ma sento che con wpXtreme uno degli obbiettivi principali è stato raggiunto: costruire un team affiatato. Questo non lo dico io, ma le persone che ci vedono da fuori e la soddisfazione è ancora più grande.

Uno degli aspetti positivi del 2012 sono state le persone che ho conosciuto e di cui mi sono circondato. Non posso stare qui ad elencarli tutti, ma tra questi non può mancare Fabio che oltre ad aver abbracciato fin da subito il progetto wpXtreme, è diventato un amico e una persona da cui trarre insegnamenti ed entusiasmo. Un particolare grazie va quindi a lui. Voglio ringraziare anche Filippo che ormai da mesi mi sopporta; i ragazzi di Italian Startup Scene, gruppo di cui sono diventato moderatore e che è stato come una scuola in quest’ultimo anno. Voglio ringraziare infine Marco di TEL&CO per averci accolto nella sua famiglia e specialmente per essere stato uno dei primi a credere in noi. Ci sarebbero altre mille persone, ma non voglio annoiarvi troppo.

Passiamo ora ai buoni propositi per il 2013.

Lavorare meno, ma lavorare meglio. Se c’è una cosa che ho imparato quest’anno è proprio questa: non serve a nulla passare 20 ore al giorno davanti ad uno schermo se sei stanco e non hai la mente lucida. Nel 2012 non ho praticamente fatto sport e anche questo ha influito molto sul mio stato psicofisico; vorrei quindi riuscire a ritagliarmi un po’ di tempo da dedicare alle arti marziali, che non pratico da più di un anno e che sono da sempre una delle mie passioni. Infine nel 2013 vorrei riuscire a passare almeno un paio di mesi in USA in modo da creare nuove relazioni per far crescere wpXtreme.

Potrei anche dirvi come al solito che scriverò di più su questo blog, ma non lo farò, perchè uno dei miei buoni propositi da sempre è quello di essere sincero.

Buon 2013 a tutti!

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L’inizio di questo video, mi ha fatto venire i brividi. Le parole che riporto qui sotto riassumono perfettamente il mio stato d’animo quotidiano. Essere entrepreneur o startupper che dir si voglia (un imprenditore insomma, parola che però almeno in Italia ha spesso una accezione negativa), significa vivere nell’incertezza e nella precarietà, quella vera. Da un certo punto di vista è uno stimolo, dall’altro è una condizione che ti logora, non è una passeggiata come tanti pensano. Devi essere pronto a dedicare le tue 24 ore giornaliere e tutte le tue energie alla tua idea e mettere da parte tutto il resto; devi essere pronto a non essere compreso da chi ti circonda, spesso anche dai tuoi amici più stretti e questa secondo me è la cosa più difficile. Da un certo punto di vista è gratificante, perchè talvolta ti senti un asceta, un precursore, dall’altra è molto faticoso perché difficilmente riesci a confrontarti. Parlo ovviamente dell’Italia, perché sono convinto che in tanti altri paesi sia diverso; l’Italia purtroppo ha un passato di imprenditori furbetti e ladroni, immagine che ci porteremo appresso ancora per molto tempo. Certo è che vedere ragazzini che hanno si e no vent’anni e che sono più maturi di tanti trentenni (per non dire quarantenni), mi da la speranza che un giorno diventeranno la classe dirigente, quella che decide e spero che manterranno lo stesso spirito, la stessa apertura mentale, perché è così che si cambia il mondo.

“This is the most manic depressive way you could possibly live life. You’re never having a good day. You’re either having the best day ever, or you are thinking you are about to die.”

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Sarà un caso, ma da quando Skype è stato acquisito da Microsoft, i problemi sono all’ordine del giorno: chiamate con voci robotiche e disturbate, qualità video pessima e talvolta anche freeze totale del programma. Lavorando quotidianamente con persone che non sono fisicamente con me in ufficio, la necessità di avere uno strumento funzionale e di qualità è all’ordine del giorno e Skype ormai non rappresenta più questi standard. Mi sono ripromesso più volte di provare altri programmi, ma per mancanza di tempo non l’ho mai fatto.

Oggi dopo l’ennesima call su Skype piena di problemi, ho fatto una veloce ricerca su Google e mi sono imbattuto in Meetings.io, una web app che permette di creare una propria stanza in cui condividere video, voce, documenti, chat, schermo e così via.

 

meetings.io  Meetings.io, una veloce alternativa a Skype

 

Oltre al fatto che non è necessario installare nulla e addirittura è possibile iniziare ad usarlo senza registrarsi, sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’eleganza dell’interfaccia e dalla qualità del servizio. Voce e video perfetti. Con Meetings.io è possibile condividere voce e video con anche 5 persone contemporaneamente e il bello è che funziona. Non è una cosa scontata. In definitiva mi sembra un servizio ottimo per tutte quelle startup composte da persone dislocate in città/paesi diversi, che non vogliono spendere soldi per servizi professionali.

Provatelo e sappiatemi dire!

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Magari a qualcuno può sembrare strano, ma per me è stato un piccolo sogno che si è avverato. Era quasi un anno e mezzo che avevo in mente l’idea di organizzare qualcosa di importante, che facesse sentire la voce digitale di un’Emilia che se a tratti sembra assopita, sotto sotto si muove. Il risultato è stato ampiamente sopra le aspettative.

Una tre giorni intensa, per certi versi molto emozionante. Forse poteva esserci più gente, ma il tempo per la comunicazione è stato davvero poco, considerando che tutto il camp ha preso forma in meno di un mese.

Per riassumere, KnowCamp.

I temi affrontati sono stati molteplici: da quelli più tecnici grazie a Fromthefront e Wordcamp, a quelli più generalisti, chiudendo in bellezza con una tavola rotonda interessantissima che ha coinvolto profondamente relatori e pubblico.

Un ringraziamento di cuore va a chi ha animato la giornata partecipata di domenica; in primis ad Alessio Jacona che è stato in grado di moderare e guidare persone molto in gamba, ma allo stesso tempo molto diverse tra loro. Il prof. Stefano Epifani che, dopo qualche problema tecnico ci ha accompagnato in collegamento da Roma con le sue perle di saggezza; Marco Zamperini che ha spiegato in maniera semplice e comprensibile l’iniziativa di Agenda Digitale, raccogliendo adesioni e addirittura il proposito di istituire un’Agenda Digitale Modenese. La simpaticissima Domitilla Ferrari, che ci ha affascinato con l’idea che la rete vada raccontata così com’è, senza porsi in una posizione di superiorità; Gianluca Diegoli, che ho condiviso (forse un po’ pessimisticamente) quando ha espresso il concetto di “salvarci da soli”, senza aspettare l’aiuto di uno stato che tante volte è carente su temi come quello del digital divide, banda larga e affini. Alessandra Fabegoli, che ho apprezzato per la sua esposizione chiara e alla portata di tutti. In ultimo (non per ordine d’importanza ovviamente) Enrico Pagliarini, che sinceramente non conoscevo, ma che si è rivelato un personaggio davvero molto interessante.

Sicuramente la giornata di domenica è stata intensissima, ma le giornate di venerdì e sabato non sono state da meno; un ringraziamento quindi va anche a tutte le persone che si sono messe in gioco e che hanno avuto il coraggio di portare le loro esperienze davanti ad un pubblico molto interessato. Un grazie anche a
Paolo Valenti (aka Wolly), che ha moderato in maniera impeccabile il Wordcamp.

Tantissimi nuovi spunti su cui riflettere e su cui lavorare; questo camp mi ha dato una carica inverosimile, una voglia di fare che mi caratterizza, ma che ha bisogno di essere continuamente alimentata.

State certi che sentirete ancora parlare di KnowCamp!

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Qualche giorno fa sono incappato in questo video che mi ero perso. Lo speaker è Garr Reynolds, guru delle presentazioni che è stato presente qualche settimana fa ad un workshop di Augmendy a cui purtroppo non sono riuscito a partecipare (trovate anche i video). E’ un po’ lungo, ma guardatelo perchè è molto interessante e molto attuale anche se risale al 2008.